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venerdì 15 agosto 2008

Fatele tutti le vacanze intelligenti!

- A li mortacci sua! A me è 'sto collo che me frega! Ma st'artr'anno le faccio pure io... le vacanze intelligenti...
- Brava! Falla pure tu! Poi ce 'a spieghi!


Insostituibile e grandissimo Albertone!
Buone vacanze a tutti! Fatele tutti le vacanze intelligenti!

giovedì 3 luglio 2008

Nuovi pacchetti Pay-tv?



Ieri alle 14.30, ricevo una telefonata dal call center di Sky che mi informa di un'offerta IMPERDIBILE. Rispondo che non mi interessa. La tipa mi chiede spiegazioni e io di rimando le chiedo se non posso non essere interessato senza doverle dare necessariamente spiegazioni in merito. Ribatte che sì, posso, ma sarebbe meglio motivare la mia affermazione. Sarebbe meglio per chi? Mi domando tra me e me. Le chiedo se non stia scherzando e le faccio presente che io non devo nessuna spiegazione ad alcuno. Mi chiede stupita il perchè dovrebbe scherzare dicendomi, testuali parole, che lei stava lavorando e non mi aveva puntato un fucile per ricevere quelle spiegazioni e già a quel punto il suo tono mi indispone! Taglio corto ribadendo il mio disinteresse alla sua offerta. Al che, mi manda letteralmente ancora con testuale terminologia "affanculo", aggiungendo come non bastasse, uno "stronzo" prima di chiudermi il telefono in faccia. Se questo è il modus operandi di Sky Italia per procacciare nuova clientela, sebbene avessi una mezza idea (ma proprio mezza!) di aderire (forse) dal 2009 alla pay-TV, ora credo non lo farò mai più nemmeno sotto tortura!!! Non è sufficiente essere costretti a ricevere continuamente telefonate su telefonate da parte dei call center più disparati che cercano in ogni modo di rifilarti qualsiasi cosa!! Ora mi devo pure sentire insultare!!

Ora basta! D'ora in avanti, chiunque sia, anche il più educato centralinista che chiama per proporre l'acquisto dell'enciclopedia della pace (dovesse pure esistere), si beccherà il classico telefono in faccia! Senza nemmeno stare lì due secondi a perdere tempo (il mio e sempre il mio tempo!) ad informarlo/a che non sono interessato alla stipula di nessun contratto vocale, nessun piano telefonico, nessuna coperta termoregolante, nessuna stufa a pellet, nessun articolo di mobilia in arte povera nè in stile moderno, nessuna fornitura di caffè/the, nessun tappeto orientale, nessuna linea adsl anche trasportasse un fantastilione di dati al microsecondo e soprattutto

NESSUN SERVIZIO PAY-TV!

giovedì 3 aprile 2008

Perché?

C’è chi dice con estrema certezza di non sognare mai la notte. La realtà è che spesso non ci si ricorda di quei sogni. A me non capita spesso, la mattina, al risveglio, di ricordarmi quello che ho sognato. Mi capita più di sovente di vedere delle immagini, durante la giornata, che richiamano alla mia memoria parti o addirittura un intero sogno. E’ capitato anche oggi. Questa mattina in ufficio è passato un ragazzo che non vedevo da diverso tempo. Mi ha fatto molto piacere sentirlo, felice, darmi la notizia che da qualche mese è diventato padre. E’ stato un flashback immediato… Ho rivisto il mio sogno della notte scorsa e, in tutta sincerità, mi ha turbato un po’. Ero in una stanza silenziosa, con una grande vetrata dalla quale entrava una gran luce, bianca, bella e calda, filtrata solo da un’enorme tenda intera in tela fine, ma a maglie strette. Avevo in braccio un neonato che sonnecchiava: era mio figlio. Lo tenevo con delicatezza e attenzione. Vedevo i suoi occhi aprirsi di quando in quando e subito richiudersi, come a volersi sincerare di essere ancora al sicuro e subito accennare un brevissimo sorriso. Era un pupo bellissimo e mi trasmetteva un’immensa gioia e armonia. Il particolare che però ho ricordato subito con assoluta nitidezza, era che piangevo di gioia. Sentivo le lacrime sul viso! E sorridevo. Ero sereno e completamente immerso nella mia felicità. La dolcissima creatura che tenevo tra le mie braccia, bisognosa di protezione e sicurezza, era mio figlio. Non mi facevo domande sul come e quando...ero solo padre. Era un sogno, ma era estremamente reale. Da sveglio mi è rimasta una domanda: perché?

martedì 4 marzo 2008

Ciao Tina...

ROMA - E' morta a Roma l'avvocato Tina Lagostena Bassi. Legale storico in processi per stupro in cui assisteva donne vittime di abusi, tra cui quello contro gli autori del massacro del Circeo, Augusta Lagostena Bassi, ma era conosciuta come Tina, aveva 82 anni ed era nata a Milano. Secondo quanto appreso Tina Lagostena Bassi, malata da tempo, é morta in una casa di cura privata della Capitale.
LAGOSTENA BASSI, UNA VITA IN DIFESA DELLE DONNE
ROMA - Augusta 'Tina' Lagostena Bassi nasce a Milano, il 2 marzo 1926. La sua carriera di avvocato comincia all'universita' di Genova, con la carica di assistente alla cattedra di Diritto Penale. Dal 1973 al 1975 lavora all'Ufficio Riforme del Ministero di Grazia e Giustizia. Ed e' la rappresentante italiana al Convegno Mondiale per la Pace a Praga nel 1983. Diventa famosa nei tribunali italiani per il suo impegno nella difesa dei diritti delle donne. Tra le molte arringhe da lei pronunciate, sono rimaste famose quelle a favore di Donatella Colasanti contro Angelo Izzo nel processo sul Massacro del Circeo, avvenuto a settembre del 1975. In quell'occasione rompe con il tradizionale muro di silenzio della societa' e dei tribunali rispetto alle violenze sessuali, introducendo la parola 'stupro': con termini asciutti e crudi, racconta, attacca e sconfigge cosi' la vergogna delle donne violentate dando loro forza e speranza nella giustizia. In linea con il suo impegno per le cause femminili diventa una delle socie fondatrici del Telefono Rosa. Nel 1994 e 1995 ricopre il ruolo di Presidente della Commissione nazionale parità e pari opportunità uomo-donna presso la Presidenza del Consiglio dei ministri ed e' componente del gruppo sulle pari opportunità della Comunità Europea. Rappresenta l'Italia alla IV Conferenza Onu sui diritti della donna a Pechino nel 1995. Nel 1994 si candida alla Camera dei deputati (collegio Firenze 2) sostenuta dal Polo per le Libertà, ma non ottiene i voti sufficienti. E' eletta deputato nelle file di Forza Italia nella XII legislatura, membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ed e' coautrice nel 1996 della legge contro la violenza sessuale. Ha un ruolo anche in televisione: dal 1998 con Santi Licheri e' giudice d'arbitrato nel programma Forum di Rita Dalla Chiesa. E stata anche sceneggiatrice della miniserie Tv per la Rai 'L'avvocato delle donne' tratto da un suo omonimo libro e interpretato da Mariangela Melato. Per Odeon Tv ha ideato e condotto le trasmissioni Tinamite e Tinamite il Caso.

(fonte: ANSA)

giovedì 24 gennaio 2008

Requiem




10:20 - Il vicesegretario vicario Udeur Antonio Satta annuncia che Mastella sta venendo a Roma per essere presente in Senato, confermando il voto contrario. Satta smentisce i giornali che hanno scritto che la riunione del gruppo Udeur di ieri avrebbe espresso la "sfiducia nei confronti del capogruppo Fabris".
10:35 - Per il capogruppo Udeur al Senato, Tommaso Barbato, è "falsa e infamante" un'illazione di stampa che lo vorrebbe pronto a disertare la seduta del Senato e aggiunge:"Andremo in aula e voteremo no. Non ci spostiamo di un millimetro".
10:40 - Prodi sale al Quirinale per un colloquio di 45 minuti con Napolitano. "Ho comunicato al presidente della Repubblica - annuncia Prodi - che andrò al Senato alle ore 15".
11:35 - "Sto riflettendo, non ho ancora deciso né in un senso né nell'altro" dice Nuccio Cusumano, uno dei 3 senatori Udeur.
12:50 - Barbato annuncia che "Nonostante le precarie condizioni di salute dovute a un leggero malore" Mastella sta "raggiungendo Roma accompagnato da un medico".
14:00 - Il voto di fiducia al Senato, per il vicesegretario del Pd Dario Franceschini, "renderà trasparente davanti a tutti gli italiani la scelta di chi, come noi, mantiene il patto assunto con gli italiani ed il sostegno a Prodi e chi, per un motivo o per l'altro, ha cambiato idea e tradito quel patto".
15:00 - "Il mio voto sarà contrario" dice il senatore Lamberto Dini al suo arrivo a palazzo Madama.
15:02 - Comincia la seduta dell'aula del Senato. Affollati i banchi del Governo. Prodi parla per 10 minuti, senza mai essere interrotto, e dice che chi vuole far cadere il governo dovrà assumersene la responsabilità, perché "nessuno può sottrarsi al dovere di indicare quale altro governo, maggioranza, programma intende introdurre" e avverte che "arrestare l'esperienza di questo governo è un lusso che l'Italia non si può permettere".
15:10 - Il leader di An Gianfranco Fini a Palazzo Grazioli per un colloquio con Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia.
15:50 - Il sen. Nuccio Cusumano (Udeur) dice in aula che voterà la fiducia al governo Prodi. Il capogruppo Udeur Barbato lo aggredisce con insulti, tra cui "cornuto e frocio". Cusumano è colto da un malore e portato via in barella.
17:45 - Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, comincia la sua replica nell'aula del Senato. "Sono qui - dice - perché ogni crisi deve essere affrontata a viso aperto e non nei corridoi". "Il luogo deputato - aggiunge - è il Parlamento, sede di rappresentanza di tutti i cittadini"."Prodi addossa
anche alla Cdl, con "una modifica alla legge elettorale fatta in fretta e furia", la responsabilità di avere "impedito" alla maggioranza di ottenere una più consistente "maggioranza elettorale".
17:50 - Con stampelle e sedia a rotelle, arriva in Senato anche il senatore di Forza Italia Guido Possa.
18:05 - Franco Turigliatto, di Sinistra critica, conferma il suo no "per coerenza" dopo il "protocollo sul welfare, la legge finanziaria, Vicenza e le missioni militari".
18:10 - Il sen. Domenico Fisichella non chiarisce come voterà. "Mi comporterò - dice - come gli altri senatori dimissionari".
18:13 - L'Unione democratica - dice Roberto Manzione - voterà la fiducia al Governo. Manzione critica Veltroni per avere avanzato l'ipotesi di andare da soli alle elezioni.
18:20 - Clemente Mastella cita la poesia "Lentamente muore" di Neruda e dice che la maggioranza non c'è più "nei fatti e sul piano dei numeri", applaudito dall'opposizione.
18:25 - Dini conferma:"non voteremo la fiducia al governo". Diversa però la posizione dei tre liberaldemocratici: Dini voterà no, Scalera si asterrà in aula, D'Amico voterà sì.
18:28 - Cossiga:"Voto la fiducia per senso di responsabilità" ma meglio "se Prodi andasse al Quirinale prima del voto".
19:20 - Per il capogruppo della Lega Roberto Castelli "Prodi viene in Senato per la sua ultima sfida non nell'interesse del Paese ma per consumare la sua ultima vendetta in uno scenario da 'notte dei lunghi coltelli', nell'estremo e illusorio tentativo di avvelenare i pozzi del centrosinistra".
20:00 - La direzione nazionale dell'Udeur espelle il senatore Nuccio Cusumano "per indegnità politica".
20:00 - In Senato cominciano le operazioni di voto.
20:33 - Il voto si conclude. Il Senato nega la fiducia al governo Prodi con 156 sì, 161 no e un astenuto. Tre senatori (Pallaro, Pininfarina e Andreotti) non hanno partecipato alla votazione.
20:57 - Arriva la notizia che chiude la giornata: Prodi al Quirinale per rassegnare le dimissioni del governo.
(Fonte: ANSA)

martedì 1 gennaio 2008

sabato 15 dicembre 2007

sabato 24 novembre 2007

C’aggia fa’ pe’ campa’! – Parte II° (Cosa farai da grande?)



Bel periodo l’adolescenza, eh? Per chi l’ha vissuta bene sarà stata sicuramente il non plus ultra della vita, certo! Non per me. Oggi posso anche darmi del cretino per non essere stato tanto furbo anni addietro, da vivere tutto con un po’ più di filosofia e aggiungere che la maturità è peggio dell’età “degli ormoni imbufaliti”, ma se potessi tornare indietro sceglierei di non approfittare di questa opportunità. Che ne so? Magari potrebbe pure andare peggio! Io non sono esattamente uno che si potrebbe definire baciato dalla dea bendata e siccome la sfiga non ha limiti conosciuti, potrei finire in una realtà alternativa a quella che ho già vissuto, nella quale tutte le leggi di Murphy trovano collocazione nella mia esistenza! No, grazie. Meglio niente. In quel periodo, i momenti più gratificanti sono stati esclusivamente quelli che dedicavo ai miei passatempi preferiti e, manco a dirlo, la maggior parte riguardava l’ambiente radiofonico, nel quale avevo modo di assecondare la mia naturale tendenza a creare. Pur non avendo capito subito che quella sarebbe stata una grande passione, intimamente lo sapevo fin da piccolo. Ce l’avevo codificato nel DNA. Le chiacchiere (non sapete quante note ho beccato alle elementari!!), la socialità, gli show per i compagni (non comunisti!), canzonare e canzonarmi, osservare e rielaborare (grande passione anche per le parodie), trovare sempre la nota comica in ogni circostanza che prestasse il fianco, inventare… sognare!! Il sognatore! Ecco come mi definiva la maestra! L’unico che l’ultimo giorno di quinta, il giorno dell’incontro generale del dopo esame, durante il discorso di commiato dell’insegnante era rimasto senza batter ciglio, incantato e a bocca aperta, perso nelle sue parole. Non posso ricordarmi a cosa pensavo, ma ricordo come fosse… beh… come fossero ventidue anni fa (!), che la maestra d’un tratto smise di raccontarci quale realtà fosse quella delle scuole medie e mi disse che se avessi tenuto ancora per un po’ la bocca aperta mi ci sarebbero entrate le mosche! E proseguì: “Il sognatore! Quando pubblicherai il primo libro voglio una copia con la dedica!”. Beh, Ada, oggi posso dirti che non ci sei andata troppo lontano. Sono solo un po’ più disilluso e incazzato, ma sogno sempre! E, pur non pubblicando, scrivo pure! Uff, divago sempre! Per farla breve, la mia materia grigia è sempre stata un vulcano in attività costante ed inesauribile. Mi è sempre piaciuto ideare, costruire, mettere insieme e disfare per rifare. Le costruzioni! Uuuuh quanto mi piaceva giocare con le costruzioni! E mica quelle coi personaggini, quelle della lego per intenderci! Quelle dove trovavi gli operai, i piloti, gli astronauti… No, no! Quelle piatte, rettangolari e di tutti i colori. Ci facevo quello che volevo! Anche se alla fine, la forma che più spesso facevo prendere all’insieme, era quella di astronave. Ed era sempre diversa. Perciò non volevo i “personaggini”: se l’astronave cambiava forma, poi l’omino non sapevo più dove farlo accomodare! E a dirla tutta fino in fondo, mi sono sempre stati antipatici questi omini gialli sempre col sorriso, che è proprio il caso di dire, stampato in faccia! Chissà, avrei potuto avere un futuro da architetto o da ingegnere aerospaziale! Naaa! Troppo poco margine d’errore nei progetti! Sarebbe stato antipatico finire in galera per una scuola progettata da me e crollata su sé stessa o provocare la disintegrazione di una capsula spaziale per una moltiplicazione a cifre decimali sbagliata!

- “Ingegner Daron, tutto l’equipaggio della missione Apollo Creed è morto a causa di un suo errore! Cos’ha da dire a sua discolpa?

– “E’ che le operazioni con la virgola proprio non mi vengono!”.

Comunque tutti gli anni a sognare e a immaginare un futuro di creatività si sono poi rivelati inutili. Direi quasi sprecati! Infatti (e con nota a pie’ di pagina aggiungerei purtroppo) secondo mia madre il mio destino era segnato: dovevo prendere un diploma. Meglio se da ragioniere! Tutte le idee che avevo per la testa, qualsiasi esse fossero (in effetti né lei né nessun altro poteva conoscerle datosi che mi sono sempre vergognato come un ladro ad esternare le mie aspirazioni!) non mi avrebbero di certo portato lontano. La ragioneria! Quella sì che mi avrebbe regalato un roseo futuro! Di disoccupazione, sicuramente. Ma sì, forse la mamma (che è sempre la mamma) ha ragione. Studiare è importante. Metti che non riesco in ciò che vorrei: devo avere una ciambella di salvataggio. Dovrò pure ripiegare su qualcos’altro! Cinque anni e, non chiedetemi come perché non lo so neppure io, avevo il diploma da ragioniere in mano. Ebbene, ho fatto di tutto dopo le superiori. Persino un briciolo di università: giurisprudenza! (Dopo sei anni da impiegato ed essere rimasto disoccupato ho pure consegnato pizze!! E non scherzo.) Ma nulla che avesse qualcosa da spartire con la partita doppia! Detto tra noi: se mai avessi curato il bilancio di un’azienda, ora io, il titolare della stessa, il presidente, il vicepresidente, l’amministratore delegato, tutto il consiglio di amministrazione, financo tutto il personale dipendente giù giù fino ai centralinisti e agli addetti alle pulizie, saremmo tutti in gattabuia per una serie di reati che spazierebbero dal falso in bilancio, all’evasione e frode fiscale, all’abuso in atti d’ufficio e bancarotta fraudolenta. Giusto una leggina che mettesse in regola la “finanza creativa” avrebbe potuto salvarci. Ma chi andava a pensare che qualcuno l’avrebbe emanata solo qualche anno più tardi??
Per disgrazia, e questo è ciò che mi procura più rammarico, non avendo avuto nemmeno la più minuscola possibilità di intraprendere studi mirati a sviluppare le mie personali predisposizioni, non ho mai potuto e a questo punto credo mai potrò verificare, se e quanto queste sarebbero state in grado di darmi da vivere. Ed il dubbio si fa più assillante proprio in questi ultimi anni, che mi vedono ormai non più tanto moccioso, perché se mi guardo indietro posso considerare di essere stato maggiormente apprezzato per le mie realizzazioni nel campo pubblicitario, del design, come autore o coautore di testi ecc. ecc. (insomma per quella sempre presente e ora quasi fastidiosa in quanto quasi inutile creatività), che non per quanto sono bravo o mediocre come impiegato in un ufficio! Avete mai provato a ragionare per paradossi? Per assurdo? Vi siete mai sorpresi a ripensare a qualcosa che vi è accaduta e a domandarvi come sarebbe cambiato il vostro presente, se ad un bivio aveste scelto la strada opposta a quella sulla quale avete preferito incamminarvi? Se aveste detto o fatto una cosa diversa da quella che avete detto o fatto nella realtà?
Io sì.
Tante volte.
E sapete qual è il problema? Il problema è che quando quelle volte diventano troppe, i pensieri restano gli stessi, ma cambiano nome.
Si chiamano rimpianti.

Continua?

venerdì 16 novembre 2007

C’aggia fa’ pe’ campa’! – Parte I° (Cosa farai da grande?)



Quand’ero piccolo mi sono sentito ripetere la tipica, solita, priva di significato domanda, che gli adulti pongono ai bambini fino alla nausea, credendo di trovarsi a chiacchierare del più e del meno con dei perfetti idioti in quanto appunto bambini: “Cosa vuoi fare da grande?”. Che palle! Ecco cosa pensavo mentre veniva formulato il solito, noiosissimo, trito e ritrito, pedante, “originalissimo” quesito. Ero ormai schiavo di impulsi condizionati che mi portavano alla fobia sociale: ero terrorizzato dall’eventualità che, in giro appresso ai miei genitori, essi incontrassero qualche conoscente al quale mi avrebbero presentato e che loro, muniti di ebete sorriso più vicino all’emiparesi quale biglietto da visita universale per l’approvazione del timido bimbo, mi potessero porre l’angosciante interrogativo! Anche perché non sapevo mai cosa rispondere! D’altronde ero piccolo: a sette/otto anni cosa cacchio puoi saperne di come vorresti procurarti il pane in età adulta!? Quando sarò grande mi porrò il problema! Forse inizierò a pensarci prima delle scuole superori, magari quando dovrò scegliere un percorso di formazione preparatorio al mondo del lavoro! Ma mentre gioco con le costruzioni o aspetto l’inizio di bim bum bam non mi puoi intrippare la testa con un dubbio simile! Solo qualche anno più tardi ho cominciato a capire dove stava la fregatura: dopo, quando piccolo non lo sei più, nessuno ti avrebbe più chiesto cosa avresti voluto fare da grande! I giochi sono stati fatti, come un tempo i dadi erano stati tratti! Ad esempio io a quattordici anni cominciai a vedere il mondo attraverso un’ottica completamente diversa che, azzardo, mi avrebbe con tutta probabilità potuto chiarire le idee sull’eventuale risposta da fornire a chi mi avesse riproposto la domanda delle domande… Ma nessuno lo fece più! A quell’età percepisci il tuo intorno sicuramente in maniera meno infantile, con una criticità e una punta di cinismo mai sperimentati in precedenza. E’ l’età testimone di mooolti ormoni esagitati che come cavalli imbizzarriti corrono senza precisa meta nel tuo corpo immerso nel cambiamento (e che cambiamento!!). L’età delle prime passioni (e qui non specificherò). Abbandonando l’infanzia, in effetti, inizi a valutare cosa di ciò che vedi e senti ti piace o meno, se lo odi o desideri sia nel tuo futuro fino a che terra non ti ricopra; insomma hai degli stimoli credo piuttosto naturali che ti conducono, anche solo con la fantasia, laddove il tuo talento trova giusto sfogo. A quattordici anni, come dicevo, non ricordo perché o percome, mi è saltato in testa il pallino della recitazione. Diventare attore?? Io! Ragionandoci su… Se non tenevo a mente nemmeno le tabelline, come avrei potuto pretendere di recitare a memoria un intero copione teatrale!? E poi diciamolo senza tante ipocrisie: un attore se proprio non è una cima, se non è davvero bravo, riconosciuto come tale, seguito da un discreto pubblico, o se non ha la fortuna di lavorare anche per il cinema, si può pure scordare di vivere con una discreta dignità.
Zero danaro = zero pane!
E’ un po’ come quelli che da aspiranti scrittori, si lamentano continuamente della vana ricerca di un editore che gli pubblichi anche solo uno straccio di racconto, salvo poi scoprire che non sanno dove stia di casa il congiuntivo, hanno la netta convinzione che la consecutio temporis sia un’enciclica papale e che il rispetto delle doppie nelle parole sia superfluo! No, no, no. “L’é tutto sbagliato! L’è tutto da rifare!” direbbe Ginettaccio (se fosse vivo!).
Occhèi…bel sogno quello del teatro, ma già a quindici anni era relegato tra le cose che non avrei mai e poi mai realizzato. Qualsiasi cosa avessi fatto da grande – avrei ripetuto a me stesso negli anni a venire – sarebbe comunque stata qualcosa che avrebbe impegnato il mio ingegno, attinto a piene mani dalle mie idee, dalla mia fantasia, dalla mia attitudine alla scrittura, dalla mia capacità di autoironia… In sostanza avrei voluto come tutti, mettere a frutto uno qualsiasi dei miei talenti adeguatamente addestrato qualora ne fosse esistito qualcuno! Di sicuro non mi sarei dedicato a nulla che avesse a che fare con la matematica, i calcoli, le statistiche o qualsiasi altra occupazione che avesse lesinato spazio alla mente. Niente che mi avrebbe ingabbiato in
giornate-fotocopia, in normative da seguire alla lettera, norme da rispettare o rigidi regolamenti da ricordare. Va da sé che numerose, quindi, erano le ipotetiche carriere che mi precludevo (niente militare di professione, nessuna possibilità ad ambizioni da bancario, anche in presenza di raccomandazione per un pubblico impiego nessuna pietà per i timbri e timbretti da impiegato postale, no alla giurisprudenza, nix operaio in fabbrica e neppure fuori da una fabbrica. Cosa resta? Escludendo lavori di artigianato pur sempre ripetitivi e l'uomo da marciapiede...Nulla).
Un bel giorno un insegnante di lettere, dopo tante e tante occasioni di chiacchiera (che a lui piacevano così tanto, erano il suo punto debole, e che io ero abilissimo nel provocare, allungando i tempi del cazzeggio così da sottrarne a quelli di eventuali interrogazioni!) mi dice che con tutte le considerazioni lette nei miei temi e gli spunti di approfondimento espressi in aula, mi avrebbe visto bene in un’eventuale carriera universitaria, nientemeno che (squillino le trombe!!) in economia politica! SBREEENG!! Economia politica? Che cavolo stai dicendo Willis!?!? Non sapevo che dire nonostante i miei pensieri, accalcandosi numerosi nella mia mente, avrebbero voluto tramutarsi in parole ad espressione di totale disaccordo con quell’illuminante uscita dell’insegnante! Non sapevo cosa avrei voluto fare in futuro, ma non di certo economia politica! Insomma, io ero….io ero…io ero… Che cacchio erooooo!? Io: “Prof, chi si fa pagare per avere delle idee, per mettere al servizio di qualcuno il proprio estro?” Prof: “Ah, no, ma quelli sono i creativi! Dei poveracci che devono aspettare l’ispirazione per portare ad un committente un lavoro come si deve! E non è detto che la loro idea venga valorizzata e quindi scelta tra quelle di altri creativi che di solito vengono interpellati!” Azz…che guaio! Ero destinato ad essere un poveraccio, perché mi sentivo proprio un… Io…ero proprio…un creativo!! Finalmente ero venuto a conoscenza del nome da dare al mio futuro! UN CREATIVO!!! Woooow!

Location: deserto. Inquadratura: totale della camera dolly (quella sul braccio per riprese dall’alto. N.d.Daron) in campo lungo su di me, completamente solo. Effetti sonori: vento e il frinire di un grillo. Un cepuglio secco, rotolando, entra ed esce dall’inquadratura.

Ed ora che so cosa sono...? Ma soprattutto: lo saprò fare per davvero…il creativo?


Continua.

mercoledì 10 ottobre 2007

Eccellente!! Eccellenza...


Sia ben chiaro, non vorrei dare l’impressione di essere un anticlericale, uno che se vede un prete si tocca, uno che è contro la chiesa prima che contro le tasse. E lungi da me pure l’intento di ripercorrere le “gesta” della Luciana più comica e conosciuta d’Italia, che con poche, sferzanti parole, in un discorso aperto sempre alla stessa maniera: “Emineeens!....”, indirizza ad uno dei protagonisti di questo post, fulmini e saette sapientemente celati dietro testi di enorme presa e sagacia comiche. Non ne sarei neppure capace! Tra l’altro mi reputo Cristiano per quanto riguarda la fede e moderatamente laico per abitudini, ma questo nulla ha a che fare col senso e l’intenzione di questo post. Sono solo uno che, tra le altre cose, osserva molto. Osserva e di tanto in tanto critica. Tranne questa volta. Oggi mi limito all’osservazione. A me sembra lampante: il Cardinale Presbitero di Sant'Agnese fuori le mura, già vicario generale di papa Benedetto XVI per la diocesi di Roma, arciprete della Papale Arcibasilica Lateranense e Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense Camillo Ruini e Mister Charles Montgomery Burns…sono stati separati alla nascita!
Eccellente!! Eccellenza...