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mercoledì 10 ottobre 2007

Eccellente!! Eccellenza...


Sia ben chiaro, non vorrei dare l’impressione di essere un anticlericale, uno che se vede un prete si tocca, uno che è contro la chiesa prima che contro le tasse. E lungi da me pure l’intento di ripercorrere le “gesta” della Luciana più comica e conosciuta d’Italia, che con poche, sferzanti parole, in un discorso aperto sempre alla stessa maniera: “Emineeens!....”, indirizza ad uno dei protagonisti di questo post, fulmini e saette sapientemente celati dietro testi di enorme presa e sagacia comiche. Non ne sarei neppure capace! Tra l’altro mi reputo Cristiano per quanto riguarda la fede e moderatamente laico per abitudini, ma questo nulla ha a che fare col senso e l’intenzione di questo post. Sono solo uno che, tra le altre cose, osserva molto. Osserva e di tanto in tanto critica. Tranne questa volta. Oggi mi limito all’osservazione. A me sembra lampante: il Cardinale Presbitero di Sant'Agnese fuori le mura, già vicario generale di papa Benedetto XVI per la diocesi di Roma, arciprete della Papale Arcibasilica Lateranense e Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense Camillo Ruini e Mister Charles Montgomery Burns…sono stati separati alla nascita!
Eccellente!! Eccellenza...

domenica 30 settembre 2007

Ricostruzione.


Ieri, 29 settembre… Seduto in quel caffè, io non pensavo a te… (citazione doverosa!)
Pausa finita. E’ durata davvero tanto. No: non si deve far partire il conteggio dalla data del post intitolato “Standby”, ma da alcuni fatti della mia vita che mi hanno profondamente segnato. Dopo mille avvisaglie, anni di adrenalina a secchi, ansie e preoccupazioni, quello che doveva succedere è inevitabilmente successo. Ed è successo incurante, come è naturale che sia, delle mie lacrime e della mia disperazione. Da quel giorno di quasi tre anni fa, tutto è cambiato. E’ cambiato il mio “intorno”, è cambiata la mia vita, sono mutati gli affetti, ho intenzionalmente dato un taglio netto ai cancri che ammorbavano la mia vita e sono cambiato soprattutto io. E non poco. Un giorno mi sono chiesto il perché di tanto masochismo: chiunque volesse entrare nella mia vita a qualsiasi titolo, poteva farlo. Aveva spazio qualsiasi essere umano dotato di un cervello! Brutta fregatura l’acquisto a scatola chiusa: ti accorgi solo dopo, che il fatto in sé della presenza di un cervello, non ne implica logicamente un utilizzo fattivo da parte del detentore! E quindi ti ritrovi circondato da qualche persona valida e da tanti scemi che nulla più di quanto già hai, potranno apportare alla tua esistenza. Certo, sono sempre e comunque stato io a dare a qualcuno, di tanto in tanto ma sempre molto raramente, accesso alle stanze private della mia anima e del mio essere, ma in moltissimi restavano fuori. In tanti hanno creduto di conoscermi e se parlavano di me abusavano della parola “amico”. Chi è quello? Un amico. Un amico? Ma quale amico? Sapessi cosa penso di te realmente!! Il fatto che non voglia infierire, che sia sempre cortese e che non ti neghi quasi mai un favore, non fa di me un amico! Solo di uno che non vuole infierire. Quindi me ne sto zitto. Se sei intorno a me, non mi lamento e non ti evito, ma non costringermi ad assumerti in dosi massicce e da solo. Un giorno di qualche anno prima, mi sono svegliato ed ho capito che la mia diplomazia, in realtà aveva un altro nome: pura ipocrisia. E’ stato proprio così che ho cambiato rotta in un battibaleno: potendo fare a meno di alcune presenze ingombranti, le ho fatte fuori. Ma ciò che stavo facendo ora, era migliore di quanto avessi fatto in quel periodo di “epurazione degli idioti”? Insomma, ero proprio sicuro che in questi anni che ho creduto di aver fatto pace con la mia coscienza, ciò fosse avvenuto realmente?
Dopo quell’orrendo giorno di tre anni fa, non ho fatto altro che nascondermi dietro falsi sorrisi, apparenti stati di benessere, ma in realtà non ho mai cercato di stare meglio veramente. Ho solo fatto qualche timido tentativo di riconquista di alcuni spazi privati, perduti anni prima, nella convinzione che tutto il resto sarebbe venuto da sé. Ahi quanto sbagliavi nel non mostrare ad alcuno il vero volto della tua sofferenza! E sì che qualche buon amico lo avevi ancora! Chissà come mai, però, sei sempre stato uno che delle tue beghe non ha mai fatto pubblicità. Tutto ha cominciato ad andare a rotoli, l’autostima a scavare e la serenità ad essere un flebile ricordo, forse neppure dell’infanzia. Ne sono successe di cose da allora. Tutte affrontate col falso sorriso di uno che si porta appresso un bagaglio troppo pesante, ma che non vuole condividere neppure con chi gli chiede se serve una mano. Giù, giù, giù, giù, fino all’imbocco del famoso non ritorno.
Lo “standby”, mi rendo conto ora, è durato tre anni. Solo qualche settimana fa ho messo in pausa il cervello, riordinato e rivalutato le priorità. Ci sono cose che vedi come irrinunciabili, ma con la mente meno offuscata ti rendi conto che se non ci fossero resterebbe tutto immutato. Anzi, forse staresti pure meglio! Quindi tutto quell’affanno per tenerti strette simili inutilità, è stato assolutamente uno spreco di risorse quando più avevi bisogno, invece, di impiegarle più proficuamente, con tutte le conseguenze psicofisiche facilmente immaginabili.
Sono tornato a confrontarmi con altre e nuove sfide che mi hanno rimesso in gioco. Altri progetti che finalmente “rischiano” di non restare nel contenitore dei pensieri disordinati di una mente che fatica a tornare nei ranghi.
Torno anche a parlare e scrivere in questo spazio virtuale, anche lui spesso compagno muto di notti insonni, trascorse a leggere e cazzeggiare senza meta. Che pena mi fai! Torno e lo faccio in punta di piedi, sempre per non disturbare nessuno.

mercoledì 15 agosto 2007

Standby




Basta.

venerdì 3 agosto 2007

Solo colpa mia.



Sono stato rimproverato per la mia latitanza dal blog e per i rarissimi aggiornamenti. Non posso che essere dispiaciuto per tanta contrarietà generata da questo mio pressappochismo! Direbbe un mio amico che questo è un “poco ortodosso comportamento”! Quando ho aperto questo spazio, non avevo ancora ben chiaro cosa volessi farne. Fino ad allora ero stato uno che i blog li leggeva, di tanto in tanto commentava i post che più gli piacevano o lo appassionavano, ma tutto finiva lì. Sì, poi è anche vero che ho stretto più d’una amicizia virtuale in questa maniera; giornalisti, studenti, perdigiorno, laureandi, musicisti, dee jays, fotografi, equilibristi (non scherzo!)… Insomma ho conosciuto, se così si può dire, un sacco di gente, e questa più di ogni altro era un mio obiettivo. In principio volevo realizzare un audioblog! E già: un blog da ascoltare più che da leggere: io ho sempre comunicato tanto con la voce, per radio, da un palco, in tv come voce fuori campo… Tutto questo scontrandomi con la mia patologica timidezza! Con il progetto dell’audioblog, mi erano passate per la testa molte idee, ma non ho trovato da nessuna parte servizi di blog in audio e così ho riflettuto sul fatto che sarebbe stata una limitazione comunicare solo con la voce; del resto ho sempre scritto tantissimo pur non avendo mai tenuto un diario. “A che pro?” ho sempre pensato. Comunque sia, con tutte le possibilità che la comunicazione ci offre non potevo limitarmi proprio io ad una singola via. Ho sempre scritto tanto, dicevo, e l’ho fatto il più delle volte di notte, con intorno il silenzio rotto solo da qualche auto che passava per strada. Così mi è saltata in testa l’idea di radionotte, che nelle mie intenzioni sarebbe dovuto essere un mezzo per esprimermi come avevo sempre fatto: in tutti i modi e senza limitazioni. Uno spazio per comunicare le mie passioni e miei pensieri senza necessariamente dover condividere la mia vita con chiunque e in toto. Ma soprattutto senza avere degli obblighi come quello dell’aggiornamento quotidiano: non sarebbe più stato un piacere ma un impegno, e di impegni ne ho già abbastanza! Anche perché la mia vita “vera”, mi prende (come è giusto che sia) molto tempo e sapevo dall’inizio che non ne avrei avuto così in abbondanza da dedicare al blog. In effetti è stato anche questo che mi ha sempre fatto desistere dal crearne uno. Poi si sa, le cose che iniziamo prendono sempre forma a mano a mano che le portiamo avanti e trattandosi di me, il mio blog non poteva che essere come me: sempre in ritardo, discontinuo, molto pensieroso e che quando si decide ad aprire bocca risulta forse anche un po’ troppo logorroico.
E’ vero: aggiorno poco questo spazio virtuale e questo lo fa sembrare trascurato, trasandato. Dovessi immaginarlo come se fosse una persona, direi di avere di fronte un uomo sui quarant’anni, barba incolta, capelli arruffati e forse anche brizzolati (troppo stress!), che tenta di accorciare quei peli sul viso da troppo tempo ma non riesce a trovare due minuti per farlo. Avete idea di quante volte, e sempre con le migliori intenzioni, mi sono messo a scrivere un post e l’ho lasciato a metà? Quasi quante sono tutte quelle in cui ho pensato ad un post da scrivere, l’ho costruito nella mia mente e poi non l’ho scritto!! Senza dubbio sono da considerare valide anche tutte quelle volte in cui ha squillato il telefono e mi hanno tenuto occupato a parlare per un’ora (odio le telefonate troppo lunghe e rispondere se sono giù di corda o addirittura incazzato: se mi avete telefonato e non avete ricevuto risposta, ora sapete il perché), hanno suonato il campanello e qualcuno (non di certo io!) ha aperto la stramaledetta porta a persone che magari neppure volevo vedere! Eccetera eccetera via elencando tutte le possibili distrazioni di questo mondo! Alla fine quest’angolo virtuale nascosto ai più, si è pure rivelato una buona valvola di sfogo. Onore al merito! Ma niente è meglio dell’abbraccio di qualcuno in carne ed ossa di cui t’importa veramente, che viene a trovarti a casa, o del contatto reale col mondo che sta là fuori.
Di conseguenza la mia assenza e la mia tendenza a preferire il vero al virtuale, hanno sempre preso il sopravvento. Questo per me è un ennesimo periodo di cambiamenti. Fino a qualche mese fa ero deciso a cambiare città. Ad andarmene da ciò che non mi piaceva e non sopportavo più. Non dovrei tanto parlare al passato: quello che non mi piace o non sopporto più è ancora lì a fare bella mostra di sé! In molti mi hanno chiesto da cosa stessi scappando. Da nulla e da tutto, penso. Non voleva essere prettamente una fuga. Piuttosto un profondo desiderio di rigenerazione, ma molto più simile ad una necessità. Anzi, prima di tutto una necessità. In cima alla lista dei nemici sempre lei: l’insoddisfazione. Quando sai di valere più di quanto ti vogliano far credere, quando ingaggi battaglie che poi diventano vere e proprie guerre, quando ogni giorno devi fare i conti con branchi di sciacalli, ma alla fine del mese gli unici conti che non ti tornano sono quelli di cassa…allora sì che t’incazzi!! Ebbene, a me è capitato proprio questo. Il continuo sbattere la testa sempre sugli stessi muri del menefreghismo altrui, dell’opportunismo di chi credevi amico, dell’insensibilità dilagante tra chi avevi pensato fosse un’altra persona, dell’ipocrisia di chi si era presentato come cristallino... Questo e, purtroppo, tanto altro mi ha ferito e dedicato più attenzione di quella che avrei voluto. Mai come in questi ultimi mesi (o forse sono anni e io mi sto svegliando solo ora) ho perso amici che credevo Amici! Per mia volontà, nella maggior parte dei casi, o per volontà altrui, ciò che conta è che sono rimasto ferito e deluso dal comportamento troppo spesso superficiale di persone per le quali avrei smosso le montagne e non si sono rivelate degne della mia stima! Ma che senso ha l’amicizia? Che senso ha sentirsi uniti da qualcosa di invisibile e magico se basta così poco perché il tuo mondo impazzisca e ti volti le spalle? Che senso ha partire a qualsiasi ora del giorno e della notte per prestare ascolto a chi tieni, o a raccogliere in una bacinella le sue lacrime, se poi il risultato di tutto il tuo “darti” è un calcio nel culo? Ma non è colpa degli altri! La colpa se c'è, è solo mia! Io ho permesso loro di fare quello che hanno fatto! E allora si cambia alla prossima fermata e fanculo a tutti. Poi, chissà come o chissà perché, chiuse le porte alle tue spalle, te ne si aprono di nuove. Allora è vero quanto sostiene il detto! Va bene, cambio nuovamente idea: non parto più. Ma sarà saggio restare e provare ancora, insistere e insistere e insistere? Voi cosa avreste fatto? Io, forse perché mi cago sotto o per mera comodità, ho deciso di dare l’ennesima possibilità a questo schifo di posto di darmi torto. Se avrò delle conferme…sarà ancora solo colpa mia.
Non è neppure più il caso di augurare a nessuno la buonanotte: è quasi l’alba! Ma come si può rinunciare al rito di radionotte? Accesa la sigaretta del commiato, qui è d’obbligo dire “buonanotte”!
P.S.
Cabrio, se leggerai questo post, prima che tu mi mangi vivo voglio comunicarti che non mi sono dimenticato di te. Sono riuscito a leggere l'inizio del tuo romanzo solo pochi giorni fa! :-)

lunedì 11 giugno 2007

NO alla giornata dell'orgoglio pedofilo!!




23 giugno: giornata mondiale dell'orgoglio pedofilo.

Sì, avete letto bene, il 23 giugno si terrà la giornata Mondiale dell'orgoglio Pedofilo; tutti i pedofili del mondo accenderanno una candela azzurra. Un gesto simbolico per ricordare i pedofili incarcerati perché - come dicono loro - "vittime delle discriminazioni, delle leggi ingiustamente restrittive per ribadire l'amore che proviamo per i bambini" (boyloveday international). Queste persone (se è giusto indicarle così) hanno pure un loro sito e non è un sito illegale, non contiene pornografia, anzi questi signori si impegnano a convincere i loro lettori di agire nel bene, di volersi differenziare dai criminali, da chi commette atti violenti, da chi costringe i bambini, i ragazzi, dicendo che loro li amano. Interessante la galleria di immagini, dove anche Babbo Natale viene mostrato al pari di un pedofilo, dove addirittura viene mostrato un fin troppo amorevole prete in compagnia di un ragazzino: si evince un chiaro desiderio di far apparire assolutamente normale e non come perversione sessuale, ad esempio, partecipare ad un'orgia, portare avanti un rapporto tra un adulto e un minorenne. Non è una novità: sono 8 anni che questa giornata esiste, che questo sito è on line, nell'indifferenza di tutti gli organismi internazionali. E' stato richiesto anche l'intervento dell'ONU, ma tutto è rimasto così com'è. Ora è partita una petizione, sono state scritte TRE pagine su questa giornata, nelle quali la polizia postale spiega perché non si può chiudere il sito.http://www.epolisroma.it/ http://www.poliziadistato.it/pds/primapagina/pedofilia/index.htm
Questa è la prima risposta a questa giornata: una fiaccolata a Palermo contro la pedofilia. L’Associazione per la Mobilitazione Sociale di Palermo, chiede che vengano oscurati tutti i siti web che in qualche modo danno voce e spazio alla pedofilia. Le istituzioni prendano una ferma posizione considerando reato anche la solo promozione on line di questo turpe mercato.
Un fermo “NO” contro la “Giornata Internazionale dell’orgoglio pedofilo”. Uniamo le nostre forze per qualcosa di positivo. Fate firmare la petizione che sarà presentata all'UNICEF e all'On. Frattini. nome e cognome tramite sms 3391819641oppurenome e cognome tramite mail italia@epolis.sm

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Fin qui, ciò che ho semplicemente copiato dal sito www.controlapedofilia.com.
Ciò che penso io invece, a prescindere dal fatto che alla fine abbia aderito alle petizioni via internet, che abbia acceso una candela virtuale eccetera, esula dalle varie organizzazioni di fiaccolate o cortei vari che, come si sa, non risolvono problemi riguardanti le ideologie, figurarsi se possono qualcosa contro un fenomeno che affonda le proprie radici nella terra della malattia mentale! Però, sapete com'è: se si tiene ad un principio e si vuole difendere o promuovere una causa, esserci è meglio che mancare. Sono contro la pena di morte e lo sono sempre stato: nè uno nè cento uomini possono decidere sulla vita o la morte di un altro uomo. Sì: neppure se quest'ultimo ha a sua volta criminosamente deciso sulla vita o la morte di qualcun altro. Non è pensabile che questo avvenga nè in un senso nè nell'altro! E Hammurabi mi pare sia morto da qualche millennio! Inoltre mi sembra più giusto che un criminale sconti una pena che lo lasci in vita...nella sofferenza. Ops! L'ho detto! Lo so: forse desiderare che qualcuno soffra, è peggio che volerne la morte, ma cosa volete che vi dica? Spesso i paradossi della vita riguardano anche noi, la nostra mente, i nostri pensieri e come li indirizziamo, ma non ce ne accorgiamo! Stavolta io farò finta di non accorgermi della mia contraddizione.
Eppure devo confessare di averlo pensato qualche volta. Forse anche più di qualche volta: "I pedofili dovrebbero essere tutti fatti fuori!". Tanto in carcere non ci restano e quando escono, sotto le loro grinfie passeranno chissà quanti altri piccoli indifesi, che perderanno per sempre la loro innocenza e spensieratezza, il loro entusiasmo di bambini, il loro sorriso e la loro ingenuità. Non si fideranno più della vita e delle immense meraviglie che questa sarebbe stata in grado di regalargli, se non fosse stato per le azioni di un maniaco malato di una malattia per quanto ne so inguaribile. Non me lo toglierà mai nessuno dalla testa: la pedofilia è una malattia, un gravissimo disturbo psichico, una deviazione, la più schifosa e truce deviazione mentale che possa esistere! L'ho detto altre volte e ho avuto occasione di esprimere questa mia posizione nei blog di altri utenti: la pedofilia non dovrebbe essere un reato con possibilità di applicazione della prescrizione! La pedofilia non dovrebbe essere considerato neppure un reato alla stregua di qualsiasi altra violenza: la pedofilia è un delitto!! Un delitto da punire con quanta più forza possibile!! E mi fermo qui: non vorrei nè esagerare, nè scrivere cose che potrebbero ferire la sensibilità di quanti potrebbero leggerle. Sono contro la pena di morte, sì, ma sono molto più a favore della tutela di chi non può difendersi.

E' pure vero che non credo troppo alle fiaccolate, ma vi chiedo solo di firmare la petizione al link che riporto qui di seguito... Perchè è sempre meglio esserci. www.epolis.sm/html/fermiamo_gli_orchi.html

lunedì 28 maggio 2007

Dica trentatré...


Minchia... Trentatre anni!!

sabato 26 maggio 2007

Mali ed estremi.



Madooo… Ci voleva pure il caldo di piena estate…a maggio! Non sopporto gli estremismi ideologici, figuriamoci quelli climatici! E’ diverso tempo che cerco un accettabile equilibrio di vita senza esiti meritevoli di nota. C’è chi è dovuto andare con un piede oltre il limite del probabile per capire che i suoi timori non erano del tutto infondati, e purtroppo ci è passato chi era lì, senza colpa. Altri estremi. Quando si accumula per troppo tempo (davvero tanto tempo!), dopo fatti troppo spiacevoli per essere ricordati, dopo i sensi di colpa per qualcosa a cui non si può più mettere una pezza, dopo aver subìto una situazione scomoda, stretta, indisponente, frustrante, insoddisfacente, si arriva ad un limite sconosciuto. Bisogna toccarlo per capire che quel “probabile” è dietro l’angolo e non a chilometri di distanza. Quando capita, pericolosamente, la capacità di controllo si vaporizza. Ciò che ti impone l’etica, tutto ciò che ti suggerisce il rispetto per chi ti vuole bene consentendoti di contare fino a cento prima di aprire bocca, cozzano con l’inevitabile che sta per accadere. Non puoi fare proprio nulla per cambiare gli eventi. E’ un vulcano che erutta, una pentola a pressione che esplode. Una deflagrazione di emozioni contrastanti, un ciclone di pensieri che non controlli e mentre ti si accalcano nella testa uno dietro l’altro a velocità incredibile, ti stai pentendo di ciò che ancora non hai urlato. La gola ti fa male per quanto hai già gridato per non sentire un’altra parola da nessun altro. Non ne puoi più e lo vomiti al mondo con una furia che non ti saresti mai attribuito e come un tornado porti via tutto quello che trovi sulla strada delle tue rivendicazioni! Arrivati a quel limite, a quell’attimo prima, qualsiasi parola sbagliata, vagamente sarcastica, di rimbrotto, una parola che forse non lo è ma a te sembra gratuita, è una scintilla in una camera satura di gas. Poi è la quiete della follia, il pentimento e lo spavento per essere stato in bilico, appeso ad un parapetto a venti metri d’altezza. Sul serio ad un passo da oltrepassare il limite del non ritorno. Puoi chiedere scusa, rincorrere e prendere per un braccio chi ti sta mollando al tuo unico momento fuori controllo, magari per essere stato troppo controllato tutta la vita, ma qualcosa si è rotto. Hai tenuto duro finché hai potuto per non rompere quel qualcosa, ma in un attimo di lucidità prima dello sfogo totale ragioni sulla realtà di un dato di fatto, l’unico, che in quel momento ti dà una pacca sulla spalla: se chi hai di fronte non si pone il problema di ferirti, non trattiene mai parole per te potenzialmente dannose, perché dovresti farlo tu? E’ tanto inevitabile ed improvviso che travolge persino te che non puoi controllarlo; ti schiaccia, passa sopra il tuo essere e la tua dignità. E poi? Tutto apposto? Sfogo e via? Magari! Non passa così presto. Non passa in un giorno e nemmeno in una settimana. Ma quando la paura per essere arrivato con le tue gambe e per tuo volere a quella soglia ed avere pure aperto la porta, si placa e lascia spazio alla ragione di quanto è accaduto, capisci molte cose che prima non vedevi neppure. E’ vero, se sei fortunato la ragione riprende il suo posto, se no… Ed è proprio il ricordo del panico sperimentato sulla soglia a darti il senso di tutto. Quando vedi le fiamme per quel millesimo di secondo e riesci a non caderci dentro, tutto quello che ti è dato vedere dopo lo apprezzi come fosse un dono insostituibile e bellissimo. E’ durata anni ed è peggiorata. Hai toccato il fondo. Sarai guarito o è una distrazione?

lunedì 30 aprile 2007

Di nuovo on-air


Riassunto delle puntate precedenti: in seguito a diversi crash di sistema sul suo pc dell’ormai veneranda età di quasi sei anni, Daron, nel tentativo di avere una macchina più efficiente, decide di utilizzare l’hardware di due computer, recuperando le parti migliori di entrambi per assemblarne uno funzionante. Si rivolge così ad un laboratorio che (intenzionalmente o meno) omette di comunicargli l’esoso costo della sola valutazione. Al rifiuto di Daron di pagare tale somma della quale non era stato preventivamente informato, il laboratorio procede con arroganza ad un arbitrario sequestro dei pc. Scaturisce un contenzioso che si trascina per tre mesi, nei quali dopo un tentativo a vuoto di recuperare i computer, a Daron non resta che portare la vicenda all’attenzione di un giudice il quale obietta sulla correttezza del laboratorio e ritiene irregolare se non illegittimo il sequestro dei beni. Trascorse tre settimane senza esito, la soluzione stragiudiziale sembrava essere l’unica attuabile. Due mesi dopo (maledetta burocrazia italiana!!), un altro giudice (una donna tenera e gentile quanto una biscia incazzata) dispone la restituzione dei pc, proponendo un compromesso per l’accettazione del quale, i due del laboratorio rinunceranno al compenso non pattuito e Daron rinuncerà alle spese legali sostenute. Usciti dall’aula le parti discutono pacificamente ancora qualche minuto circa l’accaduto, sicuri che ad entrambi non ricapiterà un’avventura simile!


Quindi eccoci qui col computerino nuovo-nuovo. Ci ha pensato Gigio ad assemblarlo e devo dire che ha fatto proprio un bel lavoro. Devo inoltre ringraziarlo infinitamente per avermi prestato il suo portatile per tutto questo tempo! Saprò esserti grato. Appena risistemata a dovere la mia postazione di lavoro, ricomincerò a curare meglio questo piccolo spazio di amenità varie e, tempo permettendo, tornare con più assiduità a visitare i miei amici bloggers! Promesso.

Oggi da quanto è piovuto sembrava essere ritornato l’inverno e la colonna sonora che mi ha accompagnato in questa domenica trascorsa da poche ore, è stata “Novembre” di Virginio. Di solito la pioggia mi mette malinconia, e considerando la mia tendenza alla tristezza, in questo periodo il caldo mi ha consolato, mi è stato molto d’aiuto: ho gioito all’arrivo della primavera climatica. Temevo anche un solo sprazzo di freddo o un temporaneo annuvolamento! Invece contrariamente a quanto mi sarei potuto aspettare, è stato bello vedere ancora la pioggia. Ora basta però, eh… Abbiamo tutti bisogno di primavera.
Come al solito è notte fonda. Ma che ci posso fare? Le mie idee non riescono a prendere forma e un ordine preciso se non in queste ore! Le trasmissioni sono riprese. Mi accendo la sigaretta della buonanotte e nel mentre, la auguro anche a voi. Buonanotte a tutti.

lunedì 23 aprile 2007

Mi preparo alla ripresa delle trasmissioni.


Con un po' di pazienza, ci siamo arrivati... Nella mattina di domani, finalmente saprò se ho ragione della mia presa di posizione. Mi verranno restituiti i pc? Oppure ho torto e dovrò pagare chi ho accusato di malafede? In tutti i casi si creerà un precedente.
No, non giuridico! Mio personale!
NON MI FARO' PIU' FREGARE IN QUESTA MANIERA!!!

State lì. Alle prossime!

sabato 27 gennaio 2007

LE TRASMISSIONI RIPRENDERANNO IL PIU' PRESTO POSSIBILE


E' incredibile!! Quando la sfiga ci si mette d'impegno, ti azzanna e non molla finchè non sente l'osso sotto i denti. Sono uno che piuttosto che piegarsi si spezza e meno male io sia così, altrimenti mi sarei fatto sopraffare molte più volte di quanto sia successo dagli eventi e da tante persone! Ma urlo e urlerò "Che schifo!" ancora più forte ora! Non ho più il mio pc. Ne sto usando uno fortunatamente prestatomi da un amico davvero grande! Sto pc però è più instabile della psiche di Calderoli! Non ce la posso fare! Che fine ha fatto il mio pc? E' trattenuto insieme ad un altro di mia proprietà, da un laboratorio al quale non consento di prendermi per il culo come vorrebbe, come non l'ho mai permesso a nessuno! E' lecito o non è lecito che se mi spari un costo esorbitante per spostare due (e ripeto due) parti hardware, io decida di non farti fare il lavoro e voglia riportarmi via i due pc?? Mi pare sia lecito. Non è lecito invece che quando ti porto i due pc e dico che nel caso non sia conveniente potrei rinunciare a fare il lavoro, tu ometta di comunicarmi che qualsiasi cosa io decida, prima di riportarmi via i miei pc, dovrò comunque pagarti un riscatto di 30,00 begli €uretti (25+IVA)...per non aver fatto assolutamente NULLA!!! Tutto ciò mi fa incazzare come un drago! ! Starò a vedere come si evolve la situazione e solo ad eventuale "vittoria" conseguita riprenderò le mie regolari...trasmissioni. Anche perchè con questo pc provvisorio sono un leone in gabbia: se continuo ad usarlo potrei sfogare su di lui la frustrazione provocata dalla potenza insulsa del suo processore e dalla RAM più piccola del crevello di una mosca! Doverlo poi pagare per nuovo, non mi sfagiola esageratamente. Perchè si capisca il mio livello di esasperazione: se gli chiedo di portare a termine un'operazione che vada al di là del controllo dell'e-mail, spesso si pianta costringendomi a riavviare; se non si pianta comincia a non riconoscere più il modem, il disco esterno, i familiari e nemmeno si ricorda più il proprio nome e si disconnette di continuo! Un'altra settimana così ed esco di testa, mi incazzo ancora di più e finisco in giro per la città a mordere i paraurti delle auto con gli infermieri della neuro appresso! Non prima però di essere andato a liberare dalla prigionia i miei due pc con un blitz degno della migliore squadra di teste di cuoio (ho detto CUOIO!!)...tanto, in seguito, potrei sempre appellarmi alla temporanea infermità mentale!!
Per ora... ci scusiamo per l'interruzione.