mercoledì 15 agosto 2007

venerdì 3 agosto 2007

Solo colpa mia.



Sono stato rimproverato per la mia latitanza dal blog e per i rarissimi aggiornamenti. Non posso che essere dispiaciuto per tanta contrarietà generata da questo mio pressappochismo! Direbbe un mio amico che questo è un “poco ortodosso comportamento”! Quando ho aperto questo spazio, non avevo ancora ben chiaro cosa volessi farne. Fino ad allora ero stato uno che i blog li leggeva, di tanto in tanto commentava i post che più gli piacevano o lo appassionavano, ma tutto finiva lì. Sì, poi è anche vero che ho stretto più d’una amicizia virtuale in questa maniera; giornalisti, studenti, perdigiorno, laureandi, musicisti, dee jays, fotografi, equilibristi (non scherzo!)… Insomma ho conosciuto, se così si può dire, un sacco di gente, e questa più di ogni altro era un mio obiettivo. In principio volevo realizzare un audioblog! E già: un blog da ascoltare più che da leggere: io ho sempre comunicato tanto con la voce, per radio, da un palco, in tv come voce fuori campo… Tutto questo scontrandomi con la mia patologica timidezza! Con il progetto dell’audioblog, mi erano passate per la testa molte idee, ma non ho trovato da nessuna parte servizi di blog in audio e così ho riflettuto sul fatto che sarebbe stata una limitazione comunicare solo con la voce; del resto ho sempre scritto tantissimo pur non avendo mai tenuto un diario. “A che pro?” ho sempre pensato. Comunque sia, con tutte le possibilità che la comunicazione ci offre non potevo limitarmi proprio io ad una singola via. Ho sempre scritto tanto, dicevo, e l’ho fatto il più delle volte di notte, con intorno il silenzio rotto solo da qualche auto che passava per strada. Così mi è saltata in testa l’idea di radionotte, che nelle mie intenzioni sarebbe dovuto essere un mezzo per esprimermi come avevo sempre fatto: in tutti i modi e senza limitazioni. Uno spazio per comunicare le mie passioni e miei pensieri senza necessariamente dover condividere la mia vita con chiunque e in toto. Ma soprattutto senza avere degli obblighi come quello dell’aggiornamento quotidiano: non sarebbe più stato un piacere ma un impegno, e di impegni ne ho già abbastanza! Anche perché la mia vita “vera”, mi prende (come è giusto che sia) molto tempo e sapevo dall’inizio che non ne avrei avuto così in abbondanza da dedicare al blog. In effetti è stato anche questo che mi ha sempre fatto desistere dal crearne uno. Poi si sa, le cose che iniziamo prendono sempre forma a mano a mano che le portiamo avanti e trattandosi di me, il mio blog non poteva che essere come me: sempre in ritardo, discontinuo, molto pensieroso e che quando si decide ad aprire bocca risulta forse anche un po’ troppo logorroico.
E’ vero: aggiorno poco questo spazio virtuale e questo lo fa sembrare trascurato, trasandato. Dovessi immaginarlo come se fosse una persona, direi di avere di fronte un uomo sui quarant’anni, barba incolta, capelli arruffati e forse anche brizzolati (troppo stress!), che tenta di accorciare quei peli sul viso da troppo tempo ma non riesce a trovare due minuti per farlo. Avete idea di quante volte, e sempre con le migliori intenzioni, mi sono messo a scrivere un post e l’ho lasciato a metà? Quasi quante sono tutte quelle in cui ho pensato ad un post da scrivere, l’ho costruito nella mia mente e poi non l’ho scritto!! Senza dubbio sono da considerare valide anche tutte quelle volte in cui ha squillato il telefono e mi hanno tenuto occupato a parlare per un’ora (odio le telefonate troppo lunghe e rispondere se sono giù di corda o addirittura incazzato: se mi avete telefonato e non avete ricevuto risposta, ora sapete il perché), hanno suonato il campanello e qualcuno (non di certo io!) ha aperto la stramaledetta porta a persone che magari neppure volevo vedere! Eccetera eccetera via elencando tutte le possibili distrazioni di questo mondo! Alla fine quest’angolo virtuale nascosto ai più, si è pure rivelato una buona valvola di sfogo. Onore al merito! Ma niente è meglio dell’abbraccio di qualcuno in carne ed ossa di cui t’importa veramente, che viene a trovarti a casa, o del contatto reale col mondo che sta là fuori.
Di conseguenza la mia assenza e la mia tendenza a preferire il vero al virtuale, hanno sempre preso il sopravvento. Questo per me è un ennesimo periodo di cambiamenti. Fino a qualche mese fa ero deciso a cambiare città. Ad andarmene da ciò che non mi piaceva e non sopportavo più. Non dovrei tanto parlare al passato: quello che non mi piace o non sopporto più è ancora lì a fare bella mostra di sé! In molti mi hanno chiesto da cosa stessi scappando. Da nulla e da tutto, penso. Non voleva essere prettamente una fuga. Piuttosto un profondo desiderio di rigenerazione, ma molto più simile ad una necessità. Anzi, prima di tutto una necessità. In cima alla lista dei nemici sempre lei: l’insoddisfazione. Quando sai di valere più di quanto ti vogliano far credere, quando ingaggi battaglie che poi diventano vere e proprie guerre, quando ogni giorno devi fare i conti con branchi di sciacalli, ma alla fine del mese gli unici conti che non ti tornano sono quelli di cassa…allora sì che t’incazzi!! Ebbene, a me è capitato proprio questo. Il continuo sbattere la testa sempre sugli stessi muri del menefreghismo altrui, dell’opportunismo di chi credevi amico, dell’insensibilità dilagante tra chi avevi pensato fosse un’altra persona, dell’ipocrisia di chi si era presentato come cristallino... Questo e, purtroppo, tanto altro mi ha ferito e dedicato più attenzione di quella che avrei voluto. Mai come in questi ultimi mesi (o forse sono anni e io mi sto svegliando solo ora) ho perso amici che credevo Amici! Per mia volontà, nella maggior parte dei casi, o per volontà altrui, ciò che conta è che sono rimasto ferito e deluso dal comportamento troppo spesso superficiale di persone per le quali avrei smosso le montagne e non si sono rivelate degne della mia stima! Ma che senso ha l’amicizia? Che senso ha sentirsi uniti da qualcosa di invisibile e magico se basta così poco perché il tuo mondo impazzisca e ti volti le spalle? Che senso ha partire a qualsiasi ora del giorno e della notte per prestare ascolto a chi tieni, o a raccogliere in una bacinella le sue lacrime, se poi il risultato di tutto il tuo “darti” è un calcio nel culo? Ma non è colpa degli altri! La colpa se c'è, è solo mia! Io ho permesso loro di fare quello che hanno fatto! E allora si cambia alla prossima fermata e fanculo a tutti. Poi, chissà come o chissà perché, chiuse le porte alle tue spalle, te ne si aprono di nuove. Allora è vero quanto sostiene il detto! Va bene, cambio nuovamente idea: non parto più. Ma sarà saggio restare e provare ancora, insistere e insistere e insistere? Voi cosa avreste fatto? Io, forse perché mi cago sotto o per mera comodità, ho deciso di dare l’ennesima possibilità a questo schifo di posto di darmi torto. Se avrò delle conferme…sarà ancora solo colpa mia.
Non è neppure più il caso di augurare a nessuno la buonanotte: è quasi l’alba! Ma come si può rinunciare al rito di radionotte? Accesa la sigaretta del commiato, qui è d’obbligo dire “buonanotte”!
P.S.
Cabrio, se leggerai questo post, prima che tu mi mangi vivo voglio comunicarti che non mi sono dimenticato di te. Sono riuscito a leggere l'inizio del tuo romanzo solo pochi giorni fa! :-)